È il 15 Ottobre: giornata molto attesa dalla nostra classe, la 4° A del Liceo Scientifico Tecnologico Sobrero, che insieme alle 4° A e 5° A Informatici ha oggi come anomala meta non l’Istituto Sobrero ma la val d’Ayas , alla scoperta dell’ antico sentiero Walser con alcuni accompagnatori del CAI di Casale, con cui è stato iniziato un progetto didattico.
Partiti poco prima delle 8 , in circa due ore e mezza giungiamo a Saint Jaques da cui imboccheremo il sentiero che si snoda per un tratto piuttosto lungo tra Val d’Ayas, Valtournenche e Valle del Lys e ripercorre le vie utilizzate dal popolo Walser durante i suoi spostamenti.
Il popolo Walser, come ci spiega la nostra guida del CAI Giovanile, il sig. Franco Degiovanni, discende dalla popolazione degli Alemanni, di origini germaniche, che fin dal V secolo d.C. migrò verso sud, giungendo sino all’area svizzera del Vallese da cui poi a partire dal XII secolo iniziò a colonizzare le aree alpine della Valle d’Aosta . Per tali ragioni assunse il nome di Walser (dal tedesco Walliser ,cioè vallesano, abitante del cantone Vallese).
Alcune comunità Walser sopravvivono ancora oggi soprattutto nell’Ossola e in Val Sesia.
Il percorso da noi intrapreso è costituito però solo da una piccola parte del sentiero Walser, quella totalmente compresa nella Valle d’Ayas ; esso, ad una altitudine non particolarmente elevata, si sviluppa a partire dal piccolo borgo di Saint Jaques, villaggio terminale della Val d’Ayas, fino alla località Crest, ridiscendendo poi a Champoluc, nostra tappa di arrivo.
La via che seguiamo è formata da larghi tratti inghiaiati, percorribili anche in auto, e stretti sentierini tra la vegetazione, prevalentemente ad aghifoglie, di pini, larici e abeti, che ricopre il versante alpino sul quale ci avventuriamo.
La difficoltà del percorso non è elevata, possono essere sufficienti scarpe da ginnastica “rinforzate” ed il dislivello non è certamente alto e piuttosto graduale.
Partendo quindi da Saint Jaques, a circa 1600 m di altezza ( in cui uno degli accompagnatori del CAI ci indica una ex- colonia appartenuta alla nostra scuola), dopo pochi minuti di camminata su leggera pendenza arriviamo in località Frachey, 1623 m.
Ripartiamo subito alla volta di Sousson: il sentiero è adatto anche ai principianti, nonostante il dislivello aumenti (poco più di 300 m) e con questo la pendenza. Durante il percorso la nostra guida ci illustra la segnaletica dei sentieri montani (contrassegnati da indicazioni di colore giallo che ne riportano il numero) e ci introduce alla storia dei Walser, dalle loro origini germaniche fino al loro stabilirsi sulle Alpi :proprio questi sentieri ormai solo più turistici li utilizzavano come vie di comunicazione e di commerci, in particolare quello del sale, dal cui antico nome tedesco, saltz, potrebbe derivare anche il nome Sousson.
Il paesino, 1976 m, seppur ormai pressoché disabitato, è tipicamente Walser, composto di pochi vecchi rascard (alcuni addirittura potrebbero risalire al XV secolo) e una piccola pittoresca cappella fatta costruire probabilmente nel 1939. I nostri accompagnatori ci fanno inoltre notare la presenza di un antico forno comunitario, ancora ben conservato, nei pressi delle abitazioni.
Proseguendo il nostro percorso, dopo meno di un’ora di camminata a medio ritmo durante la quale riusciamo a scorgere una bella porzione del Cervino che sbuca al di là di alte montagne, giungiamo, circa all’una, al Crest a quota 1980 m.
Da qui, favoriti dal tepore del sole, possiamo ammirare una meravigliosa panoramica dell’intera valle ,spaziando dal monte Zerbion fino a Cime Bianche (punte che segnano il “confine” con la valle del Cervino).
In località Crest troviamo un’area attrezzata molto spaziosa ( il rifugio è ormai chiuso) in cui poterci rifocillare mangiando e godendoci il paesaggio mozzafiato reso variopinto dai caldi colori autunnali.
Il cammino riprende infine in direzione di Champoluc , facendo ancora tappa però in un secondo villaggio Walser: Mascognaz.
Il piccolo borgo, posto a 1882 metri di quota, ripresenta le caratteristiche costruzioni Walser di baite e rascard, qui talvolta anche ristrutturate e abitate, perlomeno stagionalmente, come capiamo dalla presenza di un uomo sul balcone di uno dei rascard centrali.
In questo piccolo villaggio è inoltre presente una fontana-abbeveratoio, una chiesetta e da poco tempo una struttura di accoglienza per turisti.
Anche da qua la visuale copre la quasi totalità della valle superiore d’Ayas, permettendoci anche di distinguere tra il verde dei pendii di fronte al villaggio una netta linea di separazione che la nostra guida ci spiega essere un canale di irrigazione (il famoso Ru Curtod).
Scendiamo infine ulteriormente, incontrando anche una mandria di docili mucche accompagnate dal loro pastore, fino a giungere al borgo di Champoluc verso le 3 e mezza.
La giornata ci ha dato divertimento ed emozioni: foto a gogò scattate da tutti noi andranno ad arricchire il Sito del CAI giovanile alla cui “costruizione ” collaboreremo con i nostri compagni delle altre due classi. Ma questa è un’altra storia, che vi racconteremo in una prossima puntata.
GAIA ROATI - Classe 4 A LICEO TECNOLOGICO SOBRERO.