IL LICEO DI SCIENZE APPLICATE A VENARIA
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Venerdì 14 ottobre, la nostra classe 3°A del Liceo di Scienze Applicate Sobrero si è recata nella Scuola di Restauro annessa alla Reggia di Venaria in occasione di una delle tre Giornate Internazionali della Chimica, per partecipare al Convegno “Chimica ed Arte”. In mattinata durante la conferenza ci è stata presentata innanzitutto la funzione di queste tre giornate: far conoscere meglio le molteplici funzioni della chimica; in secondo luogo, con interventi di docenti universitari e professionisti nell’arte del restauro si è entrati nello specifico delle tecniche chimiche utilizzate dai restauratori. Ha coordinato la conferenza il giornalista della RAI, signor Ariotti che, con le sue domande ha permesso ai relatori di argomentare le loro tesi e ai ragazzi presenti alla conferenza di esprimere la loro idea. Hanno presenziato, in mattinata, la docente universitaria Fosca Gennari come amministratrice della città; il prof. G. Arena preside della facoltà di chimica analitica; Luigi Quaranta, presidente della Fondazione del Centro Restauro della reggia, nato come centro per assicurare una scuola di alta formazione e restauro per i giovani, e altri professori che si occupano più del restauro nello specifico. Il dottor G. Geda presidente dell’Ordine dei Chimici di Piemonte e Valle d’Aosta, ha affermato che la chimica è disciplina complessa e patrimonio culturale di tutti. Il professor Chiantore invece, che si occupa di chimica nelle attività di conservazione e restauro dei beni culturali , è entrato più nel dettaglio, dicendo che la chimica del restauro riguarda il riconoscimento del degrado delle opere e la comprensione dei meccanismi che lo producono. Ci ha spiegato come effettuare una diagnosi dell’opera e scegliere materiali e tecniche per riottenerne la leggibilità; la chimica interviene attraverso l’utilizzo di addensanti e consolidanti del colore e delle superfici. Nel restauro è molto importante la funzione della pulitura da sostanze estranee e bisogna tenere conto delle condizioni ambientali in cui si trovava l’opera come diceva il dottor Marco Nicola, perché l’inquinamento ambientale degrada notevolmente le opere con le “croste nere”. Quindi la chimica permette di trovare i materiali per poter “pulire” le opere senza danneggiare la loro patina. Allo stesso tempo la chimica ha permesso l’evoluzione dell’arte pittorica in sé perché ha creato pigmenti e coloranti sempre più usabili e sofisticati. La dottoressa C. Mastrippolito ci ha mostrato invece un altro aspetto della chimica del restauro, quello che si occupa della materia a livello nanometrico, mediante le nanotecnologie. Il prof A. Zecchina si è poi concentrato sulla connessione tra chimica e pittura sottolineando come la chimica ha scoperto nuovi pigmenti e materiali che hanno portato a nuove tecniche artistiche (come la pittura a olio nel Rinascimento). Durante il successivo dibattito, alcuni presenti hanno chiesto chiarimenti o illustrato la loro esperienza in questi campi artistici; si è parlato della tutela dell’arte in Italia e del progresso che deve e può fare il nostro paese in relazione al campo della ricerca per i giovani. È stato curioso l’intervento del prof. Salvaneschi, docente universitario d’età avanzata, che ha rievocato le sue esperienze di vita nelle attività chimiche e del restauro e il suo pensiero sui giovani, concludendo con la frase: “Guardando in alto, vi spunteranno le ali”. Nel pomeriggio per noi era prevista la visita ai laboratori di restauro della Scuola ma siccome questi contengono macchinari speciali e al loro interno vi è un microclima specifico per non rovinare le opere, di fatto, essendo noi troppi, ci siamo dovuti accontentare di una veloce “rassegna” dei laboratori e della visione di alcune opere finite, già restaurate, tra cui la celebre “Peota”. Abbiamo comunque trascorso una giornata diversa e abbiamo scoperto nuove cose interessanti inerenti alla chimica e le sue applicazioni;: infatti a mio parere questa è veramente una scienza da cui si può imparare molto, forse perché mi piace più delle altre! Ritengo che bisogna davvero capire ciò che ci può trasmettere e imparare a farne il giusto uso com’è stato fatto nell’arte, anche negli altri settori.
ELISA PAVANELLI 3 A Liceo Scienze Applicate Sobrero. |