E’ nell’aria che respiriamo.
E’ nell’ambiente che ci circonda. Sottile, troppo sottile per essere percepito a occhio nudo.
E’ l’amianto, che lentamente si deposita nei nostri polmoni e può portare gravi conseguenze.
Vista la particolare concentrazione delle sue polveri nell’aria del nostro territorio, è importante diffondere la conoscenza della situazione. Per questo alcune settimane fa le classi quarte e quinte del Liceo Tecnologico A.Sobrero di Casale Monferrato hanno partecipato ad una conferenza tenuta dal dott.Piergiorgio Salli, condirettore della divisione chirurgica toracica dell’IEO (Istituto Europeo Oncologico) di Milano. Laureato in Medicina e Chirurgia presso l’università di Parma, il dottor Salli è membro dell’International Association for the study of lung cancer e dell’Italian Sarcoman Group, due importanti poli di ricerca oncologica.
Il dottor Solli dedica la propria vita alla ricerca di cure efficaci contro le sindromi legate alla presenza di amianto nei nostri polmoni, quali il mesotelioma, un raro tipo di tumore che colpisce i rivestimenti degli organi dell’apparato respiratorio.
Immaginate una sorta di “camera d’aria” riempita di liquido che separa i polmoni dalla gabbia toracica. Questa “camera” viene chiamata pleura: la parte a contatto con i polmoni prende il nome di pleura viscerale, mentre l’altra è denominata parietale.
Le fibre di amianto, a causa della loro forma stretta e allungata, come uno spillo, si conficcano nella parete viscerale, graffiando e quindi danneggiando i tessuti ad ogni respiro.
Ma perché, fortunatamente, il mesotelioma è così raro?
Essendo strettamente legata all’inalazione dell’amianto, l’insorgenza di questa malattia è circoscritta alle aree di estrazione o lavorazione di questo minerale.
L’asbesto (così è anche definito l’amianto) ha ottime proprietà tecnologiche e quindi, in passato, ha avuto un successo spropositato in diversi campi dell’industria, in quanto ancora non si era a conoscenza della sua pericolosità.
Casale Monferrato, con la sede dell’Eternit, divenne la capitale della lavorazione dell’amianto.
Il mesotelioma è comunque considerato un tumore raro: infatti, anche nei paesi più industrializzati, la sua incidenza minore dell’1% della totalità di carcinomi diagnosticati.
Perché allora la cura del mesotelioma viene considerata come una delle più grandi sfide della medicina moderna?
In quanto patologia così poco diffusa, è anche parecchio ancora sconosciuta.
Il primo ostacolo è l’estrema difficoltà della diagnosi. I sintomi iniziali sono lievi, poco allarmanti e non vi sono vere e proprie analisi in grado di accertare la formazione di mesotelioma.
A ciò si aggiunge il rapido decorso della malattia (si parla di pochi mesi), che accorcia il tempo a disposizione per la terapia. Solo un 15% circa dei pazienti ha speranze di guarigione definitiva. Negli altri casi sarà possibile effettuare solo cure palliative.
Ma quali sono allora le possibili terapie fino ad oggi sperimentate?
Al momento si parla di radioterapia, da sola, è inefficace per la difficoltà di trovare un’equilibrata potenza delle radiazioni, in modo da distruggere il tumore senza danneggiare il paziente.
La chemioterapia sistematica non dà esiti positivi su tutti i pazienti.
Infine gli interventi chirurgici hanno buone possibilità di successo solo se il tumore è all’inizio del suo sviluppo.
In fasi successive non viene più applicato, poiché il rischio di mortalità portata dall’intervento sarebbe troppo elevata.
Da questo possiamo capire quanto possa essere difficile continuare a combattere e a sperare, tuttavia i medici di tutto il mondo ricercano nuove soluzioni affinché un giorno, finalmente, questo male possa essere sconfitto.
L.Cavinato, D.Francese, E. Laio
4A Liceo Scientifico Teconologico Sobrero