Il romanzo è ambientato nella Londra del XIX secolo. Parla di Dorian Gray, un giovane dalla straordinaria bellezza, purezza, ingenuità, capace di trasmettere sensazioni uniche a chi lo circondava. La storia ha inizio nello studio del pittore Basil Hallward, uomo dotato di particolare sensibilità e che prova forti sentimenti nei confronti di questo ragazzo, del quale sta eseguendo il ritratto, ultimo di lunga serie. Insieme con lui c’è Lord Henry Wotton, mentore cinico e dotato di particolare eleganza. Lord Henry avrà un ruolo decisivo nella vita di Dorian, che conoscerà proprio presso Hallward: infatti, con i suoi discorsi estremamente articolati, cattura l’attenzione di questo ragazzo, rendendolo, a poco a poco, quasi l’incarnazione del suo modo di pensare. Infatti Dorian, dopo un lungo discorso con lord Wotton, comincia a guardare alla bellezza come ad un qualcosa di veramente raro ed importante, tanto da provare invidia verso il suo ritratto, opera davvero superba, stringendo una sorta di "patto col demonio", grazie al quale lui, sarebbe restato eternamente giovane, mentre il quadro sarebbe invecchiato e avrebbe riflesso i peccati compiuti dal giovane Dorian. Dopo una tormentata storia d’amore con un’attrice di teatro di nome Sybil Vane, terminata col suicidio della ragazza, Dorian, vedendo come il quadro si stava imbruttendo per i sensi di colpa e come attraverso la mutazione del corpo si manifesti la coscienza che il giovane cercava di nascondere con il proprio, magnifico, aspetto, nasconde il quadro in soffitta e si dà ad una vita all'insegna del lusso sfrenato, fa lunghi e sospetti periodi d’assenza per poi ricomparire improvvisamente. Ogni tanto si reca segretamente presso la soffitta per controllare e schernire il suo ritratto che invecchia sempre più giorno per giorno, ma che gli crea anche tanti rimorsi e timori. Finché un giorno, stanco del peso che il ritratto gli faceva sentire, lacera il quadro con il coltello, coltello col quale egli stesso aveva ucciso il pittore amico Hallward, infastidito dal suo dispensar consigli e ritenendolo causa dei suoi mali in quanto creatore dell'opera. I suoi servi troveranno accanto al ritratto incontaminato, un irriconoscibile e precocemente avvizzito Dorian Gray, morto ai piedi del dipinto con un coltello conficcato nel cuore. | ![]() |
-Nel 1945 esce negli USA il primo film ispirato all'opera di Oscar Wilde. È di Albert Lewin, titolo originale The Picture of Dorian Gray (Il ritratto di Dorian Gray). Con Lowell Gilmore, Peter Lawford, Angela Lansbury, Donna Reed e George Sanders.
-Nel romanzo Dorian, del 2004, Will Self rielabora in chiave moderna e omosessuale il mito di Dorian Gray, calandolo nella Londra degli anni ottanta.
-Gray compare come antagonista nel film La leggenda degli uomini straordinari.
-Un film del 2003 di Allan A. Goldstein, dal titolo Dorian, con Malcolm McDowell ed Ethan Erickson, è stato liberamente tratto dal capolavoro di Oscar Wilde.
-Nel 2004 viene realizzato un film horror, ispirato all'opera di Oscar Wilde, intitolato The Picture of Dorian Gray - Il ritratto del male, con Josh Duhamel nei panni di Dorian Gray.
-Nel novembre del 2009 è uscito un film ispirato dall'opera di Oscar Wilde, intitolato semplicemente Dorian Gray, e con l'attore inglese Ben Barnes nelle vesti del giovane protagonista.
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Il ritratto di Dorian Gray si configura come un eccellente capolavoro della letteratura inglese e come una vera e propria celebrazione del culto della bellezza. La vita per Wilde, si configura infatti come un’opera d’arte ben riuscita. Wilde opta quindi per il rovesciamento del principio secondo cui è l’arte che imita la vita, trasformandolo nel presupposto per il quale è la vita ad imitare l’arte. La vita è pertanto prodotto e risultato dell’arte. Di qui l’importanza attribuita all’apparenza e al dominio dei sensi, che perviene quindi all’estetismo, atteggiamento tipicamente wildiano (ma anche dannunziano) e caratterizzato dalla concezione di un'arte fondamentalmente fine a sé stessa. Un’esperienza, quella estetica, che non sempre si rivela giusta e retta. La visione della vita come arte implica infatti da un lato la ricerca del piacere, ovvero l’edonismo, dall’altro uno stile di vita disinibito e dissoluto che porta allo sfacelo morale e, nel caso di Dorian Gray, al crimine. La storia di Dorian è la storia di un ragazzo particolarmente bello, il quale, proprio in virtù del suo straordinario fascino, viene dipinto in un quadro dal pittore Basil. Dorian viene però anche plagiato e iniziato al culto della bellezza dall’esteta lord Henry, il quale gli spalanca contemporaneamente le porte del Male, ribadendogli più volte: «La vita ha in serbo tutto per voi. Non c’è nulla che voi non possiate ottenere, con la vostra straordinaria bellezza.» Mentre Dorian contempla la sua bellezza fedelmente raffigurata nel quadro esprime, quasi innocentemente il desiderio che il dipinto possa portare al suo posto i segni del passare del tempo, in modo che la sua bellezza originaria si possa mantenere per sempre intatta e inalterata. Il ‘patto col diavolo’ però si realizza e, mentre il quadro porta i segni dell’età che avanza, l’anima di Dorian porta quelli della progressiva decadenza morale, alla quale l’eccessiva dedizione al culto del bello lo ha condotto. Scrive Wilde nel romanzo: «Niente ti rende così vanitoso come sentirti dare del peccatore»; e ancora: «Il peccato è una cosa che si legge nel volto di un uomo. Il peccato non si può nascondere.» Dorian è completamente dedito ad un culto estetico che si traduce in uno stile di vita vizioso e depravato, e che lo porta a compiere nequizie d’ogni genere, culminanti nell’omicidio di quello che Dorian ritiene essere il colpevole della sua depravazione, ovvero l’artefice del dipinto, Basil. Non sopportando più di scorgere nel quadro, da anni segretamente riposto in soffitta, il ghigno maligno della sua dissoluzione decide di disfarsi anche di esso ma, quando pugnala la tela, cade a terra morto. Distruggendo il quadro Dorian pone fine all’altra parte inseparabile di sé, e quindi anche alla sua stessa vita, ricongiungendosi infine con la sua anima abietta e maligna. Riguardo al romanzo Wilde avrà occasione di dire, in una lettera del 1894: “Basil è ciò che penso di essere. Henry è ciò che il mondo pensa di me. Dorian è ciò che io vorrei essere”. Ed è proprio in queste poche righe che si cela il quanto mai misterioso messaggio di Wilde, secondo cui, in definitiva, il solo personaggio del romanzo non è altro che lui stesso. |
Il libro è molto bello sotto diversi aspetti, prima di tutto la trama che parla dell'immortalità del corpo e della bellezza, i quali sono argomenti molto apprezzati, che appassionano sia adulti che adolescenti senza distinzione di età.
Inoltre gli aforismi di Lord Wotton, cioè delle brevi frasi che condensano un sapere filosofico o morale oppure un principio specifico, sono molti interessanti.
I contenuti, che vengono estrapolati dal loro contesto, danno degli spunti ovvero dei punti di riferimento e di riflessione, dai quali ogni lettore può acquisire pareri diversi e dare una propria chiave interpretativa alla lettura diversa da quella dell'autore.